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ANGELINI-CALTAGIRONE: INCONTRO PER LA ROMA

Invendita società as roma su 31 agosto 2009 a 19:28

AngeliniUn incontro, informale, per parlare. Anche della Roma. Francesco Angelini e Francesco Gaetano Caltagirone (vestito in modo elegante ma estivo, con camicia e giacca chiara, pantaloni di lino e mocassino, senza calzini) si sarebbero visti oggi, intorno alle 16.30, al Tennis Club Parioli. Un confronto tra imprenditori romani per intavolare un discorso sul possibile passaggio di mano della As Roma. Angelini, lo ha rivelato in due interviste al Corriere dello Sport, sogna da tempo di poter acquisire il club di Trigoria. Caltagirone, editore del Messaggero e noto costruttore, potrebbe essere interessato alla realizzazione dello stadio di proprietà della Roma. I due si sarebbero visti in presenza dell’avvocato di Angelini e ― sembrerebbe ― di una figura di spicco di Unicredit, all’interno della Club House del circolo sportivo. In tanti, all’interno del Parioli, hanno smesso di giocare a tennis e si sono diretti a caccia di notizie presso la reception antistante la sala della riunione, situata al primo piano, in una zona molto tranquilla. Si tratterebbe del terzo incontro tra le due parti, che nei due incontri di luglio (uno tra loro, uno in compagnia di alcuni esponenti del Sindaco) si sarebbero dati appuntamento per oggi. Tra giovedì e venerdì potrebbe essere fatta pervenire ad Unicredit una proposta per l’acquisizione del pacchetto di maggioranza per una cifra complessiva (Opa compresa) di 240 milioni di euro, che sarebbero così divisi: 140 di Angelini e 100 di Caltagirone. L’obiettivo sarebbe arrivare all’acquisto del club entro Natale. Si parla del 18 dicembre come di una data che potrebbe diventare molto importante. Guarda caso, un venerdì. Quando la Borsa chiuderà per quello che potrebbe essere un lungo week end. Da colorare di giallo e rosso.

(31 agosto 2009 – Fonte Romanews.eu)

LA ROMA È ARRIVATA AL CAPOLINEA

Inarticoli as roma su 31 agosto 2009 a 17:34

R. Sensi (p)Cominciamo con il dire che la squadra che due anni fa ha sfiorato lo scudetto, non esiste più. Giocatori che scendono in campo già battuti, demotivati e rassegnati, molli sulle gambe, totalmente svuotati e privi di attributi. Una squadra che viaggia a una media di tre gol sul groppone a partita, e sbeffeggiati da tutti i tifosi di passaggio all’Olimpico.

Dell’attuale rosa ci sono giocatori che ormai non hanno più modo di essere: Cassetti, Tonetto, Perrotta, Taddei, Brighi e Artur. A questi ci aggiungo poi Juan, eterno infortunato con la Roma e disponibile con la nazionale brasiliana, questi giocatori sono delle zavorre. Andreolli, appioppatoci dall’Inter nell’operazione Chivu. Motta, che all’epoca era riserva nell’Udinese. Baptista, caduto nel dimenticatoio. Okaka, il quale non sarebbe titolare neanche in una squadra di calcetto. Riise, che se il Liverpool l’ha ceduto un motivo c’è, e se ha preso Aquilani, un motivo c’è. Mexes “il coatto de noantri”, che a tutto pensa, capelli e tatuaggi, tranne che a fare il calciatore. Totti, che al massimo può giocare due partite al mese, e limitare al minimo indispensabile i colpi di tacco. Adesso non servono, serve la concretezza. Vucinic, che ha nella discontinuità la sua dote migliore. Per il momento, voglio tenere fuori Menez, Guberti, Cicinho, Doni, De Rossi, Pizarro e Cerci.

Mi piacerebbe poi, che Totti e De Rossi, cominciassero a spiegarci cosa cavolo sta succedendo, e la finissero di parlare di Rosella Sensi come una sorella. Il rispetto lo dovevano al padre, non a questa incompetente che non sta facendo nulla per questa squadra, se non mandarla in rovina.

La società appunto. Una Presidente che non ha le competenze dirigenziali di gestire e di occuparsi di una società di calcio come la Roma (mi auguro che almeno come mamma sia più competente), in perenne confusione e soprattutto senza portafoglio e con tanti buffi, tranne quello personale sempre gonfio, ricordando che lei in tempi non sospetti dichiarò: “Io con la Roma, non ce magno”, contornata di consiglieri e addetti stampa (Laziali, come anche il marito), che tutto fanno tranne che gli interessi della Roma.

Grazie a lei, la Roma è finita nelle mani delle banche, e badate bene che quando si entra in questo giro, le conseguenze sono letali. Una società che si è ridotta a chiedere la carità, dividendosi tra Moratti e Galliani, sperando nel prestito di scarti di altre società.

La cosa triste, è che questo è solo l’inizio di un declino inesorabile che ci porterà a competere per la sopravvivenza nel massimo torneo italiano, sempre che non si svegli qualcuno e decide di farci fallire.

A questo punto la Presidente deve mettere in vendita la società, con i se e i ma, basta. Che si presenti da Gianni Letta e gli dica chiaramente di farsi da parte.

A proposito, stiamo ancora aspettando la querela a Tacopina, e il comunicato in risposta all’intervista di pochi giorni fa, rilasciala da Francesco Angelini al Corriere dello Sport.

Mi vorrei poi soffermare sul Direttore Tecnico, ovvero Bruno Conti, 750 mila euro l’anno. Ma qual è il suo compito? Che fa? Dove sta? E’ quello che: “Chivu non si muoverà dalla Roma”. E’ quello che accusava Il Romanista di destabilizzare l’ambiente, perché lo stesso aveva previsto la cessione di Aquilani. E’ quello, che: “per il rinnovo del contratto di Mancini, mancano solo i dettagli”. Lo so io dove sta e che fa. Sta a bordo campo ad aggiustarsi il ciuffo e ad arricciare la bocca.

Per finire, l’allenatore. Un Luciano Spalletti in completo stato di resa, che non risparmia bordate a nessuno e che a questo punto, ammettendo anche le sue responsabilità, e al contempo, accusando giustamente la società per non averlo accontentato sul mercato, soprattutto negli ultimi due anni (ricordo ad esempio che Artur, Loria, Baptista e Menez, sono giocatori che lui non aveva chiesto), dovrebbe rassegnare le dimissioni. E con lui naturalmente tutto lo staff tecnico, reo della disastrosa catena di infortuni cui sono caduti a turno tutti i giocatori. Certe dichiarazioni “ontinuando osì, la si perdono tutte”, non servono.

(lunedì, 31 agosto 2009 – di Federico Albanesi)

COLLOQUIO CONTI-SPALLETTI-PRADE’: CE FATE O CE SIETE?

Inarticoli as roma su 31 agosto 2009 a 02:08

Luciano_Spalletti_aDal colloquio tenutosi all’Olimpico tra Pradè, Spalletti, Conti e Tempestilli, il tecnico di Certaldo fa il mea culpa manifestando la volontà di continuare. Scartata per il momento l’ipotesi Ranieri.

Si è parlato naturalmente di mercato, e i nomi che sono stati fatti per rinforzare la rosa sono quelli del portiere Lobont, di Quaresma, Suazo e di un ritorno clamoroso, ovvero quello di Mancini.

La mia domanda è:  ma chi volete prendere per il culo?

Cominciamo da Lobont, sta recuperando da un infortunio al crociato e non sarà pronto prima di fine settembre. Quaresma, voluto da Mourinho e mandato in prestito dopo cinque mesi al Chelsea per disperazione. Suazo, vedi Quaresma, mandato al Benfica in prestito per la stagione 2008-2009, infortunatosi e rientrato quest’anno ad Appiano Gentile. Concludiamo con Mancini. Colui che dopo due giorni di Milano, disse: “Quì è tutta un’altra cosa”.

Il giocatore che negli ultimi due anni di Roma, se Spalletti avesse potuto, lo avrebbe messo a parcheggiare le macchine a Trigoria.

(lunedì, 31 agosto 2009 – di Federico Albanesi)

ROMA-JUVENTUS 1-3. ENNESIMA UMILIAZIONE, E SPALLETTI MEDITA DI LASCIARE

Inarticoli as roma su 31 agosto 2009 a 01:43

Spalletti_rassegnatoPer trovare una Roma sconfitta alle prime due di campionato, bisogna risalire alla stagione 1950-1951, per chi non ha memoria storica, fu serie B. Sono sicuro che non andrà a finire come quell’anno, ma è una situazione insostenibile, che noi tifosi non possiamo sopportare. I tifosi pretendono di sapere quale sia il progetto “vero” tanto sbandierato, ma dalla presidenza arrivano solamente dichiarazione che fanno rabbrividire. Anche oggi la dott.sa Rosella Sensi nel post partita ha commentato come se la Roma avesse perso per pura sfortuna con un gol al novantesimo. La Juventus, ci ha letteralmente preso a pallate, e se non fosse stato per Bertagnoli, il passivo sarebbe stato più simile a quello che la Roma ha inflitto al Kosice tre giorni fa. La cosa che ci rattrista di più, è vedere l’arbitro Rocchi impietosirsi fischiando qualche secondo pima, evitando di concedere un rigore alla Juventus. Responsabilità sono anche da attribuire al tecnico Luciano Spalletti, il quale ha dichiarato “che potrebbe anche lasciare”, ma naturalmente dovrà parlare con la Società.

30 agosto 2009 – di Federico Albanesi

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