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L’ILLUSIONISTA HA FATTO 100 (NOSTRA SIGNORA DEI TRUCCHI)

In23258940 su 25 settembre 2009 a 18:42

R. Sensi (p)(di Giovanni PIACENTINI de Il Romanista) – C’era una volta Franco Sensi. E oggi, purtroppo, non c’è più. Oggi alla guida della Roma c’è la figlia Rosella, presidente e amministratore delegato che si autostipendia cautamente. Il bilancio chiuso il 30 giugno 2008 parla di un milione e centomila euro l’anno, il prossimo chissà… Quelli che erano “i nemici” del padre ora sono gli amici della figlia. Promesse mantenute? Poche. Dalle cessioni Mancini e Cassano, fino a quella di Aquilani, che «non sarà mai ceduto finché la Roma sarà della famiglia Sensi». Già. Ma fino a quando la Roma sarà della famiglia Sensi?

IL VOTO PER GALLIANI Autunno del 2004. Franco Sensi al termine di un’assemblea federale è costretto ad alzare bandiera bianca. «Votiamo tutti Galliani, io in prima linea non ci sto più». E’ la resa di Franco Sensi, il passaggio di consegne alla figlia Rosella, che di fatto inizia a guidare la società al posto del papà: Galliani, Giraudo e Moratti non sono più “un’associazione a delinquere” ma sono i nuovi amici della Roma di Rosella.

IL CAFFE’ IN CAMPIDOGLIO Il primo passo del riavvicinamento c’era stato in estate nel famoso caffè in Campidoglio offerto dall’allora sindaco Veltroni a Rosella Sensi e Antonio Giraudo. Tema dell’incontro?
Ufficialmente i diritti televisivi. In realtà l’incontro è servito per sbloccare la cessione di Emerson, che Baldini aveva già venduto al Real Madrid, alla Juventus che si era appena legata a Fabio Capello.

L’INTERVISTA In un’intervista rilasciata a Toni Damascelli de Il Giornale il 4 novembre 2005, Rosella Sensi regalò alcune “perle”. «Moggi? Ha un grande senso dell’umorismo. Giraudo Ti guarda come se ti volesse prendere in giro. Capello è timido, non guarda mai negli occhi. Zeman? Più presuntuoso che altruista».

GALLIANI AMABILE «Galliani è un signore. Una persona amabile». In un’intervista rilasciata il 18 agosto 2009 a Civitavecchia davanti a pochi e selezionati organi di stampa Rosella Sensi dice. «Con Galliani i rapporti sono cambiati negli ultimi anni, ha mostrato sempre grande rispetto nei confronti della Roma, una volta ci ha anche avvertiti che ci stavano rubando un giocatore. Io ricordo le litigate di papà con Galliani, ma con il passare del tempo i rapporti possono cambiare, si può mutare idea che credo sia dimostrazione di intelligenza».

IL DIVORZIO CON BALDINI La prima conseguenza di queste nuove alleanze è il divorzio da Franco Baldini. Nel novembre del 2004 il ds di allora, quello che era diventato il paladino di molti romanisti per le battaglie portate avanti con il presidente Sensi contro il Palazzo, si dimette. Dimissioni respinte dalla società. Divorzio solo rinviato. Il 24 marzo del 2005, infatti, alle 17,12, la separazione divenne definitiva.

RICAPITALIZZAZIONE? UNA PRIORITÀ L’estate del 2004 fu anche quella in cui la società, in grave difficoltà economica dopo i fatti degli anni precedenti, chiese aiuto ai suoi tifosi per la ricapitalizzazione. Sempre Rosella Sensi alla Gazzetta dello Sport del 9 luglio: «Se per i tifosi della Roma la loro squadra è una priorità, non ci trovo nulla di strano che in un momento così importante diano il loro contributo».

RICAPITALIZZAZIONE NEGATA La dottoressa Sensi nella lettera apparsa sul sito della società il 5 maggio 2009 ha negato la ricapitalizzazione: «Senza alcun tono polemico voglio in ultimo ribadire che l’As Roma non serve a finanziare Compagnia Italpetroli e che invece quest’ultima ha per molti anni finanziato l’As Roma, garantendo con il proprio patrimonio, accollandosi debiti di As Roma ricapitalizzando la Società o rinunciando ai propri crediti, senza chiedere ai soci di minoranza la sottoscrizione di aumenti di capitale sociale. Se la nostra holding si trova in una fase di ristrutturazione la motivazione è proprio nell’aver messo mano al portafoglio infinite volte, al fine di sostenere la massima competitività».

MANCINI La cessione del brasiliano all’Inter ha vista impegnata in prima persona la dottoressa Sensi. Dopo che il 10 gennaio 2008 Il Romanista fece una prima pagina dal titolo “Rottura” la Sensi convocò d’urgenza Amantino a Villa Pacelli. Due giorni dopo, il 12 gennaio, Mancini fa una intervista a Roma
Channel nella quale dice che «c’è tanta gente cattiva che vuole rovinare questo gruppo. Tra me e la società non ci sono mai stati problemi». Il 15 dello stesso mese da Trigoria fanno sapere che «non è arrivata la firma, ma siamo vicini». Il 10 luglio Roma e Inter trovano l’accordo per il passaggio di Amantino in nerazzurro.

SOROS Dal 22 marzo 2008 in poi Il Romanista ha sempre sostenuto che George Soros era interessato all’acquisto dell’As Roma e che Inner Circle Sports era tra gli intermediari. I comunicati congiunti As Roma-ItalPetroli smentivano in continuazione. Il 10 aprile, un comunicato ammette: «Ricevuti segnali in merito a possibili interessi da parte di soggetti terzi aventi ad oggetto la propria partecipazione in As Roma». Il 18 aprile un altro comunicato ammette che «un rappresentante a ciò incaricato da Italpetroli ha ricevuto la visita di un rappresentante di un soggetto potenzialmente interessato a rilevare tale partecipazione e nel corso dell’incontro è stato informalmente manifestato un possibile generico interesse all’acquisizione del pacchetto azionario di A.S. Roma». Il 21 aprile: «Si ribadisce il carattere del tutto interlocutorio e puramente esplorativo dell’incontro che ha avuto luogo la scorsa settimana con un rappresentante della Inner Circle Sports». 

GLI ARABI Il 17 aprile, comunque, Il Romanista racconta della fantomatica offerta araba che aveva fatto allontanare Soros, beccandosi insulti, critiche e smentite. Il 27 maggio, poi, Il Romanista scrive che Soros, interpellato da Inner Circle dopo che la stessa aveva chiuso un accordo con Unicredit per la cessione della Roma, dice nuovamente di no. E ancora insulti e critiche, visto che tutti sono convinti che l’affare sia fatto. L’affare in ogni caso sfuma e la famiglia Sensi rimane al timone della società.

SPALLETTI CONFERMA Il 3 maggio 2009 rispondendo a una domanda sulla vicenda Fioranelli, Luciano Spalletti dice: «La famiglia Sensi, mi sembra, si è impegnata molto, per quello che ne so io che però non conosco i dettagli. Come quella volta che mi hanno detto di dire in sala stampa che con Soros non si erano visti, poi hanno fatto un comunicato in cui dicevano il contrario».

TACOPINA Altri particolari emergono dall’intervista rilasciata da Joe Tacopina l’11 luglio a LaRoma24.it: «George Soros, attraverso il sottoscritto, aveva pronta un’offerta, che peraltro era stata accettata dalla stessa dirigenza giallorossa nella sostanza per ben due volte: una prima ad aprile 2008 e una seconda a giugno 2008. Un preaccordo con la proprietà romanista prevedeva un pagamento di 280 milioni di euro cash, lasciando la presidenza onoraria a Rosella Sensi a fronte di un compenso di un milione di euro l’anno. Al momento della firma, che sarebbe stata formalizzata dopo una trattativa per un’offerta vincolante, la richiesta è stata diversa: 350 milioni di euro per l’intera operazione, di cui 280 per la Roma e i restanti 70 per la buonuscita’ della famiglia Sensi».

LA MAIL DI PIPPO Prosegue Tacopina: «Per tentare di convincerci a concludere comunque l’affare, anche a fronte di una sostanziosa variazione della richiesta, è stato allora inviata un’email a Unicredit da un acquirente arabo che sarebbe stato pronto a sborsare 400 milioni di euro senza nessuna ‘diligence’. Chi c’era dietro questa mail indirizzata ad Unicredit? Pippo Marra». 

NO GRAZIE «Soros reagì con una bella risata e un “no, grazie”: non è questo il modo di portare avanti una trattativa. Il gruppo arabo risultò ovviamente essere un bluff. Dopo il fallimento della trattativa sono stato contattato altre due volte, sia dalla dirigenza romanista, sia da emissari Unicredit, ma né la Blackstone, né nessun altro gruppo da me contattato si è voluto addentrare in una trattativa con l’As Roma».

NESSUNA QUERELA Dichiarazioni queste che hanno portato il presidente della Roma a minacciare azioni legali nei confronti dell’avvocato Tacopina. Questa la risposta. «(…). Pur non potendo immaginare i motivi della possibile querela, si invita comunque la Sensi a procedere senza indugio». La querela non è ancora arrivata.

AQUILANI INCEDIBILE Sembra essere certa delle sue convinzioni la dottoressa Sensi quando il 20 dicembre 2007 dichiara: «Finché la mia famiglia resterà alla guida della società, Totti, De Rossi e Aquilani non si muoveranno da Roma».

“VOGLIONO VENDERLO” Il 19 novembre 2008 il Romanista esce con il titolo “Vogliono venderlo”, spiegando che in caso di mancata qualificazione alla Champions League il centrocampista di Montesacro sarebbe stato sacrificato. Decisione, questa, che il direttore tecnico Bruno Conti ha anticipato al calciatore.

ROMANISTA DESTABILIZZATORE Immediata la risposta di Conti che il giorno dopo detta un comunicato all’Adn Kronos: «Con Alberto, con cui ho un rapporto quotidiano, non ho mai parlato di cessione… Ritengo estremamente offensivo per la mia persona, sia come uomo che come professionista, attribuirmi dichiarazioni che non ho mai rilasciato e che quindi sono prive di ogni fondamento. Pertanto, considerando la gravità del fatto pur rispettando il lavoro del giornalista ed il diritto di cronaca, ci troviamo costretti ad escludere ogni tipo di rapporto con il suddetto quotidiano, in considerazione della palese volontarietà nel diffondere notizie false e fuorvianti al solo fine di destabilizzare l’ambiente».

AQUILANI CEDIBILE Il 5 agosto 2009 L’AS Roma SpA comunica di aver autorizzato il Liverpool FC a prendere contatto con il calciatore Alberto Aquilani, per discutere l’ipotesi di un suo eventuale trasferimento in Inghilterra.

AQUILANI CEDUTO L’8 agosto 2009 L’A.S. Roma S.p.A. rende noto di aver raggiunto l’accordo con il Liverpool Football Club and Athletic Grounds Limited per la cessione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Alberto Aquilani, con effetti a decorrere dalla data odierna, a fronte di un corrispettivo di 20 milioni, oltre a bonus».

SPALLETTI RESTA Il 5 aprile Rosella Sensi dichiara: «Anche Spalletti, in vista dei prossimi due anni di lavoro con noi, dovrà continuare a interpretare il ruolo di motivatore e educatore dimostrato per tre stagioni a Trigoria».

VI LASCIO I SOLDI Il 3 maggio la risposta del tecnico. «Se la Roma non capisce che non si può ogni sera tentare di pararsi il c… con le telefonate private agli amici, si torna da dove siamo partiti… Se poi il problema sono i soldi, ve li posso anche lasciare».

SPALLETTI VA 1 settembre “L’A.S. Roma rende noto di aver ricevuto in data odierna le dimissioni del Sig. Luciano Spalletti, dalla carica di allenatore della della prima squadra. A seguito delle dimissioni presentate,
il contratto economico con il Sig. Spalletti, la cui naturale scadenza era prevista al 30 giugno 2011, è stato risolto consensualmente in via anticipata, con effetto immediato”.

SULLA NAVE 2 settembre Rosella Sensi. «Non mi sarei aspettata che potesse abbandonare la nave in questo momento». Due giorni e il tecnico risponde: «Sono rimasto amareggiato perché abbiamo passato
tante situazioni insieme e perché a me sulla nave mi avevano invitato spesso».

I TIFOSI. GRAZIE A…QUASI TUTTI 27 aprile 2008 dopo Roma-Torino. In piena vicenda-Soros. «Ho un messaggio da parte di mio padre. Ringrazia Pippo Marra per l’amicizia che ancora una volta ha dimostrato e ringrazia tutti quei tifosi, ma solo quei tifosi, e sono tanti, che gli stanno dimostrando tanto affetto,a lui e a tutti quelli che si impegnano per questa squadra».

CONTESTAZIONE ALL’OLIMPICO Il 31 maggio scorso durante Roma-Torino è andata in scena una durissima contestazione, con la curva sud parzialmente vuota durante tutta la durata dell’incontro o con striscioni eloquenti, con su scritto “Vattene” esposti sui muretti che di solito ospitano i gruppi organizzati.

CONTESTAZIONE A TRIGORIA Il 5 settembre dopo un mercato fallimentare e le dimissioni di Spalletti la pazienza dei tifosi romanisti è arrivata al minimo. In 600 si radunano davanti a Trigoria e ne hanno per tutti, ma la più bersagliata rimane la dottoressa Sensi, la invitano ad andarsene.

A.A.A. TRASFERTE OFFRESI L’ultimo episodio riguarda la trasferta di Siena, inizialmente vietata per i tifosi romanisti ma poi, in seguito all’intervento di Rosella, riaperta ma solo con modalità stabilite dalla Roma in accordo con la Questura. Cosa che i tifosi organizzati non hanno gradito. Questo il comunicato della Sud: “La Curva Sud nel rispetto delle proprie tradizioni e delle più elementari norme di libertà tiene a precisare, in qualità prima di cittadini, poi di ultras, che non parteciperà alla farsa organizzata dalla Società di Trigoria. Si invitano i “veri tifosi” a disertare la trasferta”.

LAZIALI A TRIGORIA Quelli “ufficiali” sono 3: il consigliere d’amministrazione e presidente dell’agenzia di stampa Adn Kronos (organo ufficiale di Trigoria) Pippo Marra, Enrico Bendoni e buon ultimo Roberto Muzzi. La fede laziale dell’ex attaccante è testimoniata e consolidata nel tempo ma per chi avesse voglia può andare a rivedere la puntata di Sfide in cui si vede Muzzi in tuta biancoceleste festeggiare prima un gol di Cesar nel derby e poi lo scudetto della Lazio. Allenerà gli Esordienti classe ’99. Che Enrico Bendoni sia un noto e acceso tifoso laziale, al punto di chiamare Tommaso il figlio, in omaggio a Maestrelli, non è neanche questo un segreto. Nel 1992 viene chiamato da Cragnotti per rivestire la carica di DG della Lazio e nel 1995 diviene consulente privato del presidente. Nel 1998 organizza l’entrata in borsa della società biancoceleste. Questo compito lo svolge anche nel 2000 per conto della Roma. Attualmente è consulente privato di Rosella Sensi ma la definizione non rende bene l’idea del suo ruolo in società dove è considerato una vera e propria eminenza grigia. Sul consigliere d’amministrazione e cavaliere del lavoro Pippo Marra si è detto di tutto e di più. Soprattutto grazie alla sua vena poetica che di solito manifesta ogni qualvolta il Presidente ha bisogno di lui. Fu così nel 2007 dopo la cessione di Chivu all’Inter, nell’aprile 2008 quando Soros fu a un passo dal prendere la Roma ed esattamente un anno dopo quando invece ad avvicinarsi alla Roma fu Fioranelli. E così tra “occhiuti rapinatori”, “squali travestiti da sirene” e “Rosella la dea Vesta giallorossa”, Pippo si è scoperto tifoso romanista perché “una mattina di ottobre di 15 anni fa” ricevette la chiamata di Franco Sensi. Basta andare su Google immagini e digitare “Pippo Marra”. Ne uscirà fuori una bella foto, col berretto della Lazio.

SOLDI DALLA CHAMPIONS Nella graduatoria dei ricavi complessivi per club, secondo l’analisi di StageUp-Sport&Leisure Business pubblicata il 14 settembre 2009 la Roma è dodicesima a quota 97 milioni. Visto l’ultimo mercato la domanda più ricorrente tra i tifosi romanisti è: dove sono finiti questi soldi? «E’ una campagna acquisti studiata». Ha detto proprio così il presidente giallorosso il giorno della presentazione alla stampa di Claudio Ranieri.

«IO CON LA ROMA NON CE MAGNO» «Non è lo stipendio più alto, sono il manager operativo di questa società e non è che ci magno con questi soldi, giusto per dirlo alla romana». Ha risposto così il presidente romanista a chi gli chiedeva conto del suo stipendio di un milione e centomila euro annui (certificato dal bilancio al 30 giugno 2008 pubblicato sul sito della società), per guidare la Roma.

TOTTI LASCIATO SOLO «Rosella per me è come una sorella» ha detto qualche tempo fa Francesco Totti, esponendosi e non poco in un momento in cui il Presidente era in grande difficoltà con i tifosi. Ora che Francesco è criticato da una parte del tifo, Rosella Sensi dov’è?

LO STADIO Il 29 settembre a Trigoria avrà luogo la conferenza stampa di presentazione del nuovo Stadio della società, a cui parteciperanno il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e il Presidente della Regione Lazio Marrazzo. In attesa della presentazione però le domande che si pongono i tifosi sono altre. Tipo: dove intendono trovare i Sensi i soldi se hanno 500 milioni di debiti con le banche?

(25 settembre 2009 – Fonte LaRoma24.it)

TESSERA DEL TIFOSO: CI SIAMO, ECCO COME FUNZIONERA’

In23258940 su 18 settembre 2009 a 12:41

tesseraDal 1° gennaio sarà obbligatoria per andare in trasferta nel settore ospiti di ogni stadio: molti i vantaggi per i possessori. Si potrà continuare ad acquistare biglietti nominali. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla tessera del tifoso. 22 domande e le relative risposte per conoscere tutti i risvolti di questa iniziativa.

Cos’è la tessera del tifoso?
È uno strumento di fidelizzazione che identifica i tifosi di un club o della Nazionale. Il rapporto che si instaura con la società sportiva è analogo a quello che ormai il mondo commerciale pone in essere quotidianamente coi suoi migliori clienti quando vende i propri prodotti. Tutti i dati personali comunicati dai tifosi sono conservati solo dalle società sportive e utilizzati (nel rispetto della legge sulla privacy) per promuovere tutte le attività e le agevolazioni offerte ai propri clienti (convenzioni con aziende di trasporto e di ristoro, corsie dedicate, borsellino elettronico e molto altro). L’attività degli organi di polizia, nel progetto della tessera del tifoso, si limita all’esclusivo accertamento di eventuali motivi ostativi e solo per il tempo necessario.

Com’è fatta?
Come una normale carta di credito, ma dovrebbe avere anche la foto del possessore.

A cosa serve?
A seguire in trasferta la propria squadra ed entrare nei settori «ospiti» dello stadio, ma anche a usufruire di vie di accesso preferenziali ed evitare i controlli ai varchi, per acquistare i biglietti anche al posto del documento d’identità. Molti club la utilizzeranno anche per marketing.

Quanto costerà?
Dipende dai club, ma il costo può arrivare a 10 euro come risulta da un’indagine effettuata presso le squadre.

Che vantaggi dà la tessera?
Consente di avere percorsi preferenziali all’interno degli stadi, di avere accessi con controlli limitati, sconti su altre manifestazioni organizzate dalle società, sconti in esercizi commerciali convenzionati o per il merchandising, acquisto privilegiato di biglietti per le competizioni internazionali e per i match dell’Italia, percorsi preferenziali anche in caso di gare all’estero. Inoltre è un investimento per i club ed è un’importante opportunità per promuovere il marchio della società tra i tifosi.

Chi la può avere? E chi no?
Possono avere la tessera: coloro che non sono sottoposti a Daspo, che non abbiano avuto condanne anche in primo grado per «reati da stadio» negli ultimi 5 anni e che non abbiano misure di prevenzione tipo la sorveglianza speciale.

Quando entrerà in vigore?
Già da ora può essere richiesta alle società sportive. Dal primo gennaio 2010 non sarà più possibile seguire la propria squadra in trasferta, nel settore ospiti, senza la tessera.

Fino ad allora cosa succede?
Non cambia nulla. Quindi saranno limitate solo le trasferte per le quali il Casms abbia ravvisato rischi per gli spettatori o i cittadini.

E’ obbligatorio averla per le partite in casa e in trasferta?
No. È necessario averla solo per entrare nel settore ospiti dello stadio. I normali spettatori possono andare in altri settori acquistando un regolare biglietto.

Come si richiede? E a chi?
La tessera è rilasciata dalle società sportive e va richiesta al proprio club che, attraverso il proprio sito, segnala le strutture abilitate a rilasciarla e la documentazione necessaria (sicuramente servono le foto).

Cosa serve per ottenerla?
Occorre compilare un modulo e consegnare le foto. Ovviamente, il richiedente, non deve essere stato sottoposto a Daspo, a misure di restrizione, o essere stato condannato negli ultimi 5 anni per reati da stadio.

Se voglio seguire la mia squadra in trasferta fuori provincia, posso acquistare i biglietti per lo stadio anche se non ho la tessera?
Sì, la tessera non è un’imposizione. Gli spettatori che non vogliono aderire al programma «tessera del tifoso» possono continuare a frequentare gli stadi acquistando un normale biglietto in settori diversi da quello riservato agli ospiti; naturalmente, in questo modo, non godranno dei privilegi derivanti della tessera.

E se vivo fuori regione?
E’ la stessa cosa. Solo per accedere al settore ospiti è necessaria la tessera. Ulteriori limitazioni potrebbero esserci solo per gare in cui è previsto un rischio per spettatori e cittadini.

Vivo a Novara e sono tifoso del Milan: per andare a San Siro (e per cui fuori regione) mi serve la tessera?
Ecco un caso: no, si può acquistare un biglietto per la partita in casa.

Vivo in Lombardia, sono tifoso della Juve: se vado a Torino mi serve la tessera?
Soltanto se si vuole essere sicuri di essere esentato da eventuali limitazioni.

Sono residente all’estero, ma sono spesso in Italia per lavoro e mi capita di andare allo stadio in città diverse. Devo fare la tessera?
No, non è necessario. Si possono acquistare biglietti per i settori diversi da quello ospiti.

Amo seguire il calcio, ma non sono tifoso di nessuna squadra. Posso scegliere casualmente a quale squadra «legarmi» o devo avere una tessera per ogni squadra?
È sufficiente una sola tessera, ma chiaramente ogni club potrà privilegiare i propri tifosi.

Vado allo stadio con mio figlio minorenne: deve avere anche lui la tessera del tifoso?
No. I titolari della tessera, infatti, possono acquistare fino a 4 biglietti per parenti o amici.

Sono un volontario. Accompagno un non vedente allo stadio, ma non mi interesso di calcio, devo fare la tessera?
No. Per i portatori di handicap si accede a settori riservati. Se si vuole avere accesso al settore ospiti per le trasferte è obbligatorio anche in questo caso il possesso della tessera.

Lavoro all’interno dello stadio, devo avere la tessera?
No, basta il pass per gli addetti ai lavori.

Se un tifoso vuole acquistare un solo biglietto per un’unica partita, deve comprare anche la tessera del tifoso?
No, a meno che non voglia acquistare un biglietto per una trasferta e accedere al settore ospiti.

La tessera serve anche per assistere alle gare casalinghe?
La tessera deve essere vissuta come un’opportunità. Dal primo gennaio 2010 sarà obbligatoria per seguire la propria squadra in trasferta, ma se si vuole comunque decidere di far parte di un «club» di privilegiati, la tessera sarà utile anche per acquistare senza dover fare le file ai botteghini i biglietti per qualsiasi stadio d’Italia, godere di agevolazioni in tutta Italia, avere varchi preferenziali attraverso i quali si entrerà allo stadio solo inserendo la tessera, sconti in tutti gli esercizi convenzionati, la possibilità di acquistare più biglietti anche se la vendita è limitata a un solo tagliando a spettatore.

(18 settembre 2009 – Fonte Gazzetta.it)

EUROPA LEAGUE: BASILEA-ROMA 2-0. VERGOGNA…!!

Inarticoli as roma su 17 settembre 2009 a 21:45

L'umiliazioneNon riesco in questo momento a trovare parole che possano lenire una serata di Europa League semplicemente imbarazzante. La Roma esce sconfitta nell’esordio della fase a gironi contro il Basilea. Due a zero il risultato finale, ma non sono tanto i due gol di scarto a far preoccupare, ma constatare che questa è una squadra finita. Si continuano a fare i colpi di tacco e le giocate di classe, e gli altri ci prendono regolarmente a pallonate. Una Roma che va rifondata, a differenza delle retoriche parole di Rosella Sensi, Bruno Conti e Daniele Pradè. Se adesso ancora siamo in Europa (quella dei poveri), il prossimo anno non avremo neanche questa.

(17 settembre 2009 – di Federico Albanesi)

AS ROMA, CHE FINE FANNO I DIVIDENDI PER GLI AZIONISTI?

Inarticoli as roma su 14 settembre 2009 a 23:41

rosella2Iniziamo con lo spiegare cosa sono i dividendi riferiti ad una Società quotata in borsa. Per dividendo si intendono gli utili che una società decide di distribuire ai suoi azionsiti alla fine di ogni esercizio contabile, come remunerazione del capitale investito. La decisione spetta all’assemblea degli azionisti che può anche decidere di non distribuire il dividendo per poter reinvestire gli utili oppure per coprire perdite e debiti accumulati nelle gestioni precedenti.
Esso corrisponde alla differenza tra gli utili conseguiti e la parte di utili utilizzati per le riserve societarie e può essere distribuito anche sotto forma di nuove azioni (“stock dividend”). Il dividendo unitario è dato dal rapporto tra gli utili distribuiti e il numero di azioni in cui è diviso il capitale sociale. I dividendi sono pagati in genere annualmente per le società italiane e trimestralmente per quelle americane. Il periodo compreso tra l’annuncio del pagamento dei dividendi da parte dell’emittente e il momento in cui il pagamento viene effettuato, è detto”ex dividendo”. Chi acquista l’azione in questo periodo non ha diritto alla riscossione del dividendo, che spetta al possessore delle azioni nel giorno dello stacco.

Esempio
La società Alfa ha un capitale sociale di 100.000 € suddiviso in 10.000 azioni con valore nominale pari a 5 €. Nell’esercizio contabile si realizza un utile di 10.000 euro e la società decide di distribuirne la metà agli azionisti. Il dividendo unitario è pari a: 5.000€/ 10.000 azioni = 0,5€ /azione.

A tal proposito, sono quattro anni che la Roma non distribuisce gli utili ai propri azionisti.  Mi piacerebbe sapere quali sono le motiviazioni che hanno impedito in questo quadriennio la distribuzione dei dividendi.

Non mi pare che la Roma abbia reinvestito gli utili, il mercato si è fatto con le entrate provenienti dalla Champions League, dai diritti televisivi, dallo sponsor di maglia (Kappa), dal main sponsor (Wind), dal botteghino e dal merchandising. Al contempo, non credo sia riferibile alla copertura di perdite a chiusura del bilancio o debiti accumulati.

Si sa con certezza che il Presidente Rosella Sensi, così come le sorelle, il marito e la mamma, percepiscono annualmente importanti stipendi. Ricordo che se questi stipendi, dovessero essere quelli destinati ai dividendi, sarebbe in atto una truffa.

Allora la mia domanda è: che fine fanno i dividendi per gli azionisti?

(14 settembre 2009 – di Federico Albanesi)

PROGETTO STADIO UGUALE CESSIONE ROMA?

Invendita società as roma su 10 settembre 2009 a 16:30

R. Sensi (z)Il fatto che Rosella Sensi non abbia mai preso in considerazione l’idea di cedere il club, non è per una questione affettiva come si vorrebbe far credere, ma perché le offerte fin ora arrivate, non corrispondono alle esigenze della famiglia.

Ad oggi “carta canta, verba volant”, le offerte oscillavano tra i 250 e i 280 milioni di euro. La richiesta del club è quantificabile nell’ordine di 380/400 milioni di euro, ovvero il debito di Italpetroli più una buonuscita.

 A queste cifre naturalmente, nessuno mai si siederà ad un tavolo delle contrattazioni. Notizia di oggi è che la società a breve presenterà il progetto del nuovo stadio di proprietà. Molti si chiederanno che questa sarà la mossa che decreterà la permanenza di questa società.

Io non la vedo così, e mi spiego. Cominciamo con il dire che chi finanzierà l’opera sarà un impresa di costruzione ed eventuali sponsor, che daranno poi il nome all’impianto, e parliamo di cifre ben oltre i 300 milioni di euro. I tempi tecnici per la realizzazione, richiedono non meno di tre anni. Dopodichè bisogna quantificare l’indotto economico che lo stesso potrà introitare, e qui naturalmente i tempi si allungano.

Ipotizziamo che lo stadio finito sia costato 300 milioni di euro, e che gli introiti annui botteghino, merchandising, ristorazione e quant’altro siano di 30 milioni di euro, serviranno almeno 10 anni per rientrare dei costi iniziali, anni in cui la Roma non beccherà un euro.

A questo punto posso ritenere con certezza, che la mossa del progetto stadio, serve a poter far accrescere il valore del club per una cessione più remunerativa.

(10 settembre 2009 – di Federico Albanesi)

TESSERA DEL TIFOSO, PERCHE’ NO?

Ingenerico sport su 4 settembre 2009 a 19:31

sud[1]Stadio zona franca, ecco perché chi è abituato ad approfittare di questa situazione non vuole la Tessera del Tifoso.

Da quando il Ministero degli Interni ha deciso di introdurre questo documento, non si fa altro che parlare in maniera negativa di questa iniziativa, soprattutto da parte dei gruppi organizzati del tifo.

Se oggi ancora non si è riusciti ad eliminare la violenza negli stadi, è perché non si è fatto mai nulla di concreto come invece è stato fatto in altri paesi, su tutti l’Inghilterra. Questo potrebbe essere un primo importante passo. Mi è capitato di sentire sulla questione diversi amici che frequentano lo stadio, slegati da gruppi organizzati e sono tutti estremamente positivi dell’iniziativa.

Molti ritengono che sia una mera schedatura, atta a limitare la libertà della persona. Mi verrebbe da dire allora che la Carta d’identità o il Passaporto, andrebbero aboliti, e che, se invece ogni clandestino che entra in Italia venisse schedato, probabilmente sarebbero meno i casi di violenza.

Allora ben venga la schedatura se serve a fermare quei “tifosi”, il cui primo interesse non è quello di seguire in maniera sana la propria squadra, ma di cercare lo scontro a tutti i costi, e dove a rimetterci c’è sempre la parte buona del tifo. Su tutti quei bambini che per la prima volta, e forse anche l’ultima, decidono di trascorrere con i propri genitori una sana giornata di sport.

Chi non ha nulla da temere, non si dovrebbe preoccupare. Nell’anonimato è più facile delinquere. Allora la domanda sorge spontanea. Chi è che non la vuole?

(4 settembre 2009 – di Federico Albanesi)

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