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LA TOTAL IN SOCCORSO DELLA ROMA

Inarticoli as roma su 22 ottobre 2009 a 17:09

R. Sensi (y)Il pressing di Unicredit si fa sentire sempre di più. Ma Rosella Sensi, forse, ha trovato una soluzione, almeno parziale, per ridurre il debito da circa 300 milioni di euro di Italpetroli nei confronti  dell’istituto di credito guidato da Alessandro Profumo. E mettere al riparo la As Roma. Per uno dei due asset industriali del gruppo messi sul mercato, secondo quanto appreso da Libero, si sarebbe materializzato l’interessamento di un operatore straniero di un certo calibro. Si tratta delle attività  riconducibili ai magazzini di stoccaggio del gas a Civitavecchia e Vibo Valentia. Nei mesi scorsi si è parlato   del colosso francese Total (in cui figurano i fondi libici di Muammar Gheddafi). Ma sul  possibile acquirente c’è il massimo riserbo. Il dossier è stretto nelle mani dei consulenti americani della Banca Lazard, che da qualche mese sono  incaricati dalla famiglia Sensi di  valutare e gestire la cessione di rami d’azienda non più strategici. Complice, però, la crisi finanziaria internazionale, che ha messo in ginocchio pure il mercato immobiliare, gli esperti Lazard hanno progressivamente accertato la sostanziale impossibilità  di trovare acquirenti per  i terreni (in provincia di Grosseto e a Roma, zona Torrevecchia). Così, esclusi i saldi di fine stagione, la partita sugli asset immobiliari è stata congelata. Nelle ultime settimane, i consulenti Usa si sono tuffati sul business oil&gas. L’operazione consentirebbe alla Sensi di evitare la vendita forzosa della  Roma. E di arginare l’arrembaggio di Unicredit che  ha minacciato  pignoramenti, concentrando le attenzioni  sulla squadra capitolina. Non è ancora  chiaro quanto  potrebbe fruttare l’affare. L’ipotesi migliore è di 100milioni di euro, ma si tratterebbe di una stima assai generosa. In ogni caso, il ricavato della vendita dei due depositi del gas verrebbe immediatamente girato nelle casse dell’istituto di credito di piazza Cordusio. Con buona pace di quanti fanno il tifo per l’esproprio del club giallorosso.

(22 ottobre 2009 – fonte Libero-news.it)

ROMA CEDUTA A CHI FARA’ “IL FRANCO SENSI”

Inarticoli as roma su 6 ottobre 2009 a 13:33

Project_StadioUn piano tra Scarpellini e la Sensi per scambiarsi i terreni, formare una cordata di imprenditori, costruire insieme il “Franco Sensi” e inserire lo stadio nel patrimonio della Roma. Che poi sarebbe ceduta alla stessa cordata. A una condizione: Rosella resterebbe nel club. E’ la ricostruzione del progetto che faceva ieri Corriere Economia. Una ricostruzione che – attenzione – la Roma non ha smentito con il solito comunicato stampa.

L’ipotesi prende spunto dall’accordo tra il costruttore Scarpellini e la famiglia Sensi. Un’intesa per la cessione del terreno della Monachina? Così pareva. Zona Aurelia, centocinquanta ettari e un valore di mercato che, una volta resa l’area edificabile, si aggirerebbe intorno ai 2 miliardi di euro (stando al dossier-speculazione di Legambiente Lazio). “L’ho quasi regalato ai Sensi. Non contano solo i soldi nella vita”, aveva detto Scarpellini al Romanista. Improbabile, ma possibile.

Ma dietro si celerebbe un’operazione più complessa. Il piano prevedrebbe, quale primo passo, una permuta. Uno scambio. In cambio dell’area della Monachina, i Sensi cederebbero il terreno della Cittadella dello Sport di Torrevecchia alla Immobilfin, la holding che fa capo a Scarpellini. Con o senza conguagli? E? da vedere. Secondo la ricostruzione – che secondo fonti bene informate sarebbe molto attendibile – Scarpellini starebbe cercando nel frattempo, di costruire una cordata di imprenditori. Vengono citati Caltagirone, Toti, Angelucci e Marchini. A loro spetterebbe, tutti insieme, la costruzione dello stadio. L’impianto sarebbe inglobato tra gli asset della Roma. Che però, a quel punto, passerebbe di mano. Dalla famiglia Sensi alla cordata di costruttori. A Rosella Sensi sarebbe consentito di mantenere un posto nei quadri societari.

Quanto potrebbe esserci di vero? Sui nomi dei costruttori potrebbero cambiare un po’ di cose. Qualcuno di loro per esempio ha già fatto sapere di non volerne sapere nulla. E’ il caso di Alfio Marchini: dal suo entourage spiegano che si tratta di voci prive di fondamento : “Marchini è un grande romanista, ma è completamente estraneo alla questione”. Idem per Toti. Il patron della Virtus Roma ha ribadito proprio ieri un concetto antico: “Non ne ho mai parlato con nessuno. Leggo i giornali, conosco la nuova legge sugli stadi e spero che, se andrà avanti, andrà avanti anche per i palazzi dello sport”. Ma poi stop. Toti insomma si tirerebbe fuori. Chi, invece, potrebbe essere seriamente interessato è Francesco Gaetano Caltagirone. Un imperatore dell’edilizia, oltre che editore del Messaggero.

L’elemento chiave, quello che rende credibile il pezzo del Corriere, è l’assenza di reazioni da parte della Roma. Nessun comunicato. Nessuno smentita. Eppure, il titolo dell’articolo era: “Scarpellini guida la cordata salva-Sensi”. Strano, no?

(6 ottobre 2009 – Fonte IlRomanista.it)

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